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"Piccolo" Esame di Coscienza PDF Stampa E-mail
Scritto da Antonio Piccolo   
lunedì 29 maggio 2006
Tempo fa Gianfranco Fini, quando ricopriva il ruolo di Ministro degli Esteri, dichiar? con sollennit? che:
"Il pacifismo ? una caricatura della pace".
Ebbe il coraggio di esortare i suoi sostenitori a mobilitarsi contro i pacifisti:
"Sono (i pacifisti, nda) come Ponzio Pilato, che se ne lav? le mani".

 

E' fin troppo facile accostare tali parole con la famosa dichiarazione pronunciata dal gerarca nazista Hermann Goering al processo di Norimberga:
{mosimage}"Naturalmente la gente comune non vuole la guerra: n? in Russia, n? in Inghilterra, n? in Germania.
Questo ? comprensibile. Ma, dopotutto, sono i governanti del Paese che determinano la politica, ed e' sempre facile trascinare con s? il popolo, sia che si tratti di una democrazia, o di una dittatura fascista, o di un parlamento, o di una dittatura comunista.
Che abbia voce o no, il popolo pu? essere sempre portato al volere dei capi. E' facile. Tutto quello che dovete fare e' dir loro che sono attaccati, e denunciare i pacifisti per mancanza di patriottismo e in quanto espongono il paese al pericolo.
Funziona allo stesso modo in tutti i Paesi".
Invito chi legge queste parole ad un Piccolo esame di coscienza.?
Sono passati i giorni del cordoglio e del dolore, sono lontani i giorni in cui tutte le istituzioni, in un fraterno abbraccio, sembravano stringersi patriotticamente attorno ai familiari delle vittime della guerra.
Come prigionieri di un lungo, interminabile, allucinante spot televisivo, assistiamo alla sfilata delle ipocrisie vestite in doppio petto.
Quando (spero di no) in Iraq o in Afghanistan ci sar? un nuovo caduto, assisteremo apatici (ed ? questo il vero pericolo!) alle solite parole, alle solite polemiche, alle solite strette di mano, ai soliti cordogli.
E' il perverso teatrino delle formalit? nuovamente in azione: l'enorme baraccone mediatico che ci ricorda, quando vuole, della nostra guerra.
Odio questa routine. Odio l'abitudine alle formalit? delle istituzioni e che mi vengono somministrate mai media col contagocce.
Sembra paradossale, ma penso che un tale sentimento sia un buon passo in avanti verso una vera costruzione della Pace.
Quella bandiera della Pace, che per settimane ha sventolato sul balcone di casa mia, l'ho tolta: era oramai sfilacciata, e priva di tutte le tonalit? dell'arcobaleno.
Altre bandiere sono state ammainate tra la rassegnazione e la speranza. Altre, invece, continuano imperterrite a sventolare nel cielo.
Ora tutti noi aspettiamo. Aspettiamo il giorno, tanto promesso in campagna elettorale, del ritiro delle nostre truppe dai vari teatri di guerra.
Purtroppo, i veri nemici della Pace non sono mai stati n? i pacifisti, n? i combattenti.
Da sempre il vero pericolo, sono quelli che sono ora per la guerra, ora per la pace, a seconda della loro convenienza.
Spietati e feroci con i pi? deboli, servili e striscianti con i forti, sanno sporcarsi le mani di sangue senza provare alcun orrore. Luride mani che vengono lavate
accuratamente prima di salire sul palco di un comizio, su uno scranno parlamentare, sui divanetti di velluto di uno studio televisivo o mentre stringono quelle di orfani e vedove di guerra.
Uomini accomunati dalla passione per il loro sport preferito: il lancio di sputi al Pilato-pacifista.
Nel frattempo, mentre qui ci impegniamo a sputarci in faccia o ad asciugarci dagli sputi ricevuti, la povera gente in Iraq e in Afghanistan muore!
Ah, dimenticavo! Quelli sono del Terzo mondo, non contano, non fanno notizia, per loro nessun dolore, nessun cordoglio delle istituzioni..
Medi(a)tate gente...medi(a)tate...



 
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