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In un mare di merda PDF Stampa E-mail
Scritto da Antonio Piccolo   
martedì 19 settembre 2006
Da un po’ di tempo c’è una “voce” che fa tremare le fondamenta del Comune di Nola. E’ la voce gracchiante che alcuni giornalisti hanno battezzato “Il Corvo”. Consiglieri comunali accusati di tangenti, incarichi e nomine assegnate agli «amici degli amici» e assunzioni di amministratori nelle società miste.
Di tutto di più!
{mosimage} Con una lettera inviata al pm Adolfo Izzo zeppa di nomi, cognomi e soprattutto di accuse lanciate all’indirizzo «dell'armata Brancaleone» della Cdl e della sinistra «retta da uomini incapaci che rincorrono più l'uovo che la gallina», "Il Corvo", dopo le vacanze estive, torna alla carica per raccontare ai cittadini e ai magistrati l'ennesimo episodio di questa telenovela a puntate andandoci, questa volta, anche pesante!
E tra simpatiche citazioni letterarie e il titolo di un film di Totò, fornisce vere e proprie notizie di reato. «C'è un consigliere comunale-tecnico che in collaborazione con tecnici comunali per una concessione edilizia per la costruzione di una stazione di carburante chiede 50mila euro». Il riferimento è alle tangenti. Come quelle che «per alcuni dipendenti comunali è diventata una voce fissa dello stipendio. C'è qualcuno che riesce a lucrare oltre 15mila euro al mese, così come i consiglieri comunali che si accontentano anche di piccole cifre».
Addirittura promette che prossimamente andrà oltre pubblicando una speciale “classifica dei tangentisti” .
Intanto i riferimenti, tutt'altro che casuali, continuano. Come quello al consigliere comunale assunto nell'ufficio legale della Gori e al suo collega di partito che «gestisce la cassa della holding finanziaria e affaristica del comune di Nola».
Immancabile anche il parlamentare di Forza Italia, Paolo Russo che «gestisce i trasversali fili della politica nolana».
C'è poi spazio per i “cambi di poltrona” presenti e futuri. Come quella, già ufficiale degli ex Udeur Franco Nappi, Paolino Cantalupo e Giuseppe Esposito, a Forza Italia. E quella, in embrione, di Francesco Di Somma e Francesco Maddaloni ad An. Imbarazzanti sono le risposte dei diretti interessati.
«Queste lettere – dice sorridendo Paolo Russo - appartengono alla nobile tradizione umoristica della città di Nola. Spero che non servano a depistare da cose diversamente vere». «No comment - dice Salvatore Maffettone dei Ds - faccio politica non gossip».
Meno divertito invece è il sindaco Felice Napolitano: «Queste cose non le leggo. Buttare fango attraverso le lettere anonime è una tradizione negativa della nostra città. Chi dice la verità ha anche il coraggio di firmarsi».
Ebbene io mi firmo mettendoci nome e cognome.
Pubblicamente, tramite questo giornale on-line, accuso il Dott. Felice Napolitano di incompetenza e di arroganza. Ricordo al capo dell’amministrazione comunale che oltre a questo “buttare fango” di una voce anonima, sono ancora in atto delle indagini sulle truffe che i tanti impiegati comunali hanno perpetrato per lunghissimi anni! Indagini dirette dal maggiore dei carabinieri Eduardo Gambardella e dal tenente Francesco Saverio Caparro. Devo ricordarle le due impiegate trovate in possesso di un doppio badge per coprirsi a vicenda le reciproche assenze? Le due impiegate che sono risultate anche assenti ingiustificate? E come loro tanti altri dipendenti che i carabinieri in un recente blitz non hanno trovato nei loro uffici e risultavano assenti non giustificati? Lo sa che “le due” adesso dovranno fare i conti con una denuncia per truffa ai danni dello Stato? Ma le sue dichiarazioni lasciate sempre su “Il Mattino” mi lasciano un profondo senso di inquietudine! «Sono amareggiato per quanto è accaduto, perché conosco l'impegno che i lavoratori coinvolti nell'ispezione spendono nel loro lavoro. A volte si paga per delle leggerezze che non andrebbero commesse. In ogni caso i controlli dei carabinieri devono essere un richiamo all'ordine».
Vergogna!
Invece di andare in Portogallo ad “inchiodare” i Gigli, perché non cura maggiormente l'organizzazione della “Casa Pubblica”? Perchè ciecamente si ostina a non vedere che Nola sta affondando sempre di più in un mare di merda?
Se non è in grado di risolvere i problemi cittadini, in primis la stessa organizzazione della macchina comunale (la maggior parte degli impiegati non conosce l’uso del pc! farebbe meglio ad organizzare un “corso di aggiornamento”), perché non si DIMETTE???
 
Fonti : “Il Mattino” 9/9/06 e 15/9/06
 
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