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Alla canna del Gas... PDF Stampa E-mail
Scritto da Antonio Piccolo   
mercoledì 23 maggio 2007

{mosimage}Neanche il tempo di organizzare per questa estate un bel viaggio in Turkmenistan per andarLo a trovare, manco la possibilità di affezionarmi a Lui che…il Turkmenbashi il 21 dicembre del 2006 ci lascia improvvisamente e muore per arresto cardiaco!

Diciamo che se la notizia la leggete ora non è colpa mia, semmai degli organi d’informazione che hanno un po’ snobbato l’evento e del nostro illustre e potentissimo web master che ha trascorso ben cinque mesi per realizzare questo popò di sito.

Ma forse è meglio così. ..

Possiamo inquadrare meglio la situazione del “Dopo Nyazov”.

Partiamo dalla notizia che è stata diffusa dall’unica Tv di Stato turkmena il 21 dicembre: immagine del presidente Nyazov listata a lutto mentre il presentatore leggeva il lungo elenco dei meriti e delle opere compiute dal Turkmenbashi.
Dal palazzo presidenziale la salma viene traslata solennemente nel mausoleo di famiglia a Kipchak. La bara attraversa la capitale Ashgabat su un affusto di cannone passando sotto la famosa e imponente statua dorata ruotante di Nyazov, il cui volto è sempre rivolto verso il sole.
La scomparsa senza un erede designato del 66enne Turkmenbashi inizia subito a destare grande preoccupazione tra i governi occidentali e l’ex madrepatria russa, una preoccupazione dovuta al destino dei 2,9 miliardi di metri cubi di gas su cui Nyazov poggiava il suo sederone.

Al funerale, che secondo alcuni osservatori ha ricordato le solenni esequie di Stalin nella Mosca sovietica del 1953, erano presenti oltre a Putin, Mikhail Frakdov, il presidente del gigante energetico moscovita Gazprom e l’assistente segretario di Stato Usa Richard Boucher.
Dopo sei giorni di lutto nazionale la più alta Assemblea rappresentativa del Paese, il “Khalq Maslakhaty”, si riunisce per affrontare il nodo strategico della successione a Nyazov.
I 2.500 delegati della ‘Khalq Maslakhaty’ fissano all’11 febbraio la data delle prime elezioni presidenziali, le prime dopo ben 21 anni.
Fino alla data stabilita, le funzioni di presidente passano al "numero due" delle istituzioni: Kurbanguly Berdymukhamedov, 49 anni, che gode dell’appoggio delle forze di sicurezza e dei servizi segreti, oltre ad essere stato per ben due decenni l’alleato più stretto di Nyazov. Al momento la Costituzione vietava al capo dello Stato ad interim di candidarsi per la Presidenza, ma Berdymukhavedov viene ammesso comunque, grazie ad un “colpo all’italiana” ossia con un varo di alcuni emendamenti che hanno permesso la sua anticostituzionale candidatura. Bisogna dire che nel Parlamento circolava un opuscoletto di ‘istruzioni’ dato a tutti i 2500 delegati prima della votazione..
Ed ecco che l’11 febbraio Berdymukhammedov viene eletto presidente (89,2% dei voti)
Peccato che alcune organizzazioni non governative hanno affermato che la sua elezione sia stata tutta una presa in giro dato che gli altri cinque candidati erano completamente sconosciuti alla popolazione.
La nostra priorità è lo sviluppo dell’industria petrolifera e del gas. Le risorse naturali - dichiara Berdymukhammedov nel suo discorso d’insediamento - saranno utilizzate per il bene del popolo turkmeno, dell’intera regione centroasiatica e di altri paesi del mondo”. Poi aggiunge: “Il paese rispetterà gli accordi di approvvigionamento già siglati e che il Turkmenistan mira all’apertura di nuove strade per l’export del gas sui mercati mondiali”. Poi concludere con un autentico colpo di scena annunciando la scoperta di un nuovo giacimento nel paese che presenta riserve di gas pari a 7 mila miliardi di metri cubi e che complessivamente ammontano ad una stima di 23 mila miliardi di metri cubi gli stock di gas del Turkmenistan.
Decisamente un piatto succulento che alletta Mosca. E non solo…
L’11 aprile 2007 l’incontro ad Ashgabat tra il nuovo presidente del Turkmenistan e il vice amministratore delegato di Gazprom, Valery Golubev. Alla fine dell’incontro l’annuncio che Gazprom donerà del denaro per l’edificazione di una scuola di lingua russa da 800 posti e di un asilo infantile per 160 bambini nella capitale del Turkmenistan. Nella nuova scuola vengono trasferiti 600 studenti del vecchio istituto turkmeno-russo, che fu costruito negli anni ‘60 ed è intitolato al poeta Alexander Puskin. Gazprom annuncia anche la costruzione ad Ashgabat della sua nuova sede locale, che ricalcherà in piccolo i suoi imponenti uffici di Mosca.
Il colosso russo diventa così il maggior consumatore di gas turkmeno. Pensate che nel 2006 acquistò 41 miliardi di metri cubi; tra quest’anno e il 2008 la quantità dovrebbe salire a 50 miliardi. Inoltre un accordo valevole 25 anni prevede che le forniture di gas incrementino fino a 70-80 miliardi di metri cubi.
Berdimuhammedow oltre a stipulare contratti per la fornitura di gas agisce, nel frattempo, anche sulle questioni di politica interna. Prima di tutto inverte uno dei decreti più impopolari di Nyazov restituendo le pensione ad oltre 100.000 persone. Le pensioni erano stato drasticamente ridotte dal Turkmenbashi di fronte ad una crisi economica mai specificata. Con una decisione dal peso simbolico e significativo ha iniziato a demolire il culto della personalità instaurato da Nyazov, abolendo i nomi degli alimenti, dei titoli, delle istituzioni e delle città stabiliti dal defunto dittatore. Riesce a far approvare due importanti decreti: il primo riguardante l'aumento degli stipendi degl'insegnanti della scuola pubblica del 40% ed il secondo riguardante le nuove leggi in materia di efficenza agricola. Inoltre ha permesso il libero accesso ad Internet e la possibilità per i turkmeni di studiare e perfezionarsi all’estero.
Il 12 maggio 2007, stipula un Accordo con il Presidente russo Putin e il presidente kazako Nazarbaiev. L'intesa stabilisce la costruzione di un gasdotto che passa da Turkmenistan al Kazakistan fino in Russia. Successivamente Berdimuhammedov dichiara che l'intesa con Putin e con il Presidente kazako Nazarbaiev non implica che il suo Paese rinunci al possibile progetto, appoggiato principalmente dagli Usa, di un gasdotto che passi sotto il Mar Caspio. Senza entrare in Russia!
Ed è questo l’elemento principale di tutta la partita.
Visto che cresce la domanda internazionale del gas, dopo l’ingresso su questo mercato delle nuove grandi economie (Cina, India), il controllo di Mosca sul gas turkmeno è seriamente insidiato. Gli Usa, ma anche l’Europa, premono su Ashgabat perché trovi una o più vie alternative al gasdotto russo. Infatti i paesi dell’Unione Europea, ma anche Georgia, Ucraina e Moldova, oltre alla Bielorussia (da poco in rotta con Mosca) sono i più attivamente interessati a trovare vie alternative per il gas turkmeno.
Il fine è quello di diversificare gli approvvigionamenti, di sottrarsi al monopolio della Russia bypassandola e aumentare la concorrenza sul mercato europeo del gas.
Nel novembre 2006, durante la visita in Turkmenistan del ministro degli esteri tedesco Steinmeier, Nyazov chiese se la Germania e l’UE fossero interessate a costruire un gasdotto Turkmenistan-Europa in grado di bypassare la Russia. La risposta all’epoca fu evasiva.
Tuttavia, il progetto del bypass della Russia già esisteva da tempo. Si tratta di trasportare il gas turkmeno, attraverso un gasdotto sottomarino nel Mar Caspio, fino al terminale azero presso Baku. Da qui, dovrebbe raggiungere come seconda tappa, il terminale turco di Erzerum già destinato al gas azero.
E qui si innesta il grande progetto “Nabucco”, nato sotto gli auspici e il controllo dell’Ue.
Si tratta della costruzione di un gasdotto di 3300 km da iniziare nel 2008. Il costo previsto è di 5,8 milioni di dollari. Dovrebbe passare per Turchia, Bulgaria, Romania, Ungheria, con il concorso delle rispettive società nazionali del settore, e arriverebbe al terminale austriaco di Baumgarten an der March, il principale hub di gas naturale in Austria. E da qui sarebbe smistato anche ad atri clienti dell’Ue. In prima fila? L’Italia!
A Gazprom, in questo modo, verrebbero meno rilevanti quote di gas dalle quali dipende parte sia del consumo interno, sia del suo export, segnatamente quello verso Ucraina e Europa.
Insomma un bel groviglio difficile da sciogliere…
I rapporti futuri si giocheranno su quello della stabilità della nuova leadership turkmena e della pace sociale. Poi su quello della continuità o meno di Berdymukhammedov con la strategia ultraneutralistica e semiautarchica di Nyazov.
Ma un ruolo decisivo potrebbero averle le offerte proposte dai paesi-clienti ad Ashgabat, non solo quelle trasparenti e pubbliche dei contratti. Infatti devono anche considerarsi quelle ombre addensatesi su affari e contratti sottobanco numerosissimi siglati nel corso degli anni da Nyazov o i sospetti sui depositi miliardari in banche svizzere e tedesche suoi e degli uomini del suo clan.
Noi restiamo qui in attesa, anche perché il freddo ormai è lontano e la “lotta per il dominio del Gas” è rinviata almeno fino al prossimo inverno…


Fonti Il Sole 24 Ore/Repubblica/Corriere della Sera

 

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