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Inizia la campagna elettorale: un'insegna sfasciata, proiettili e minacce di morte | Inizia la campagna elettorale: un'insegna sfasciata, proiettili e minacce di morte |
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| Scritto da Gianluca Napolitano | |
| martedì 18 marzo 2008 | |
Otto proiettili, una lettere con minacce di morte, un'insegna
sfasciata a colpi di sassi. La campagna elettorale comincia nel peggiore dei
modi per La Sinistra l'Arcobaleno nel territorio nolano-pomiglianese.
Tommaso Sodano, presidente della Commissione Ambiente del Senato e capolista in Campania per La Sinistra l'Arcobaleno, è stato il destinatario di una busta contenente sei proiettili calibro 38 special, due calibro 22 proiettili e una lettera con minacce di morte. Nella lettera, scritta a mano ed in stampatello, si intima al senatore di “andare via da Pomigliano d’Arco’, cittadina che “deve essere libera dai comunisti”. E ancora “A Roma non ti vogliono bene - si legge nel messaggio minatorio - e neanche a Pomigliano. Se non andrai via, sono costretto da forze maggiori ad ucciderti”. La busta è stata fatta scivolare da un buco effettuato nella saracinesca della sede del comitato elettorale de La Sinistra l'Arcobaleno a Pomigliano in via Ercole Cantone.
Nello stesso giorno a Nola, i “soliti ignoti” (chissà, forse
la stessa mano che ha scritto la lettera indirizzata a Sodano) hanno sfasciato,
per la terza volta, l’insegna del Circolo cittadino di Rifondazione Comunista -
La Sinistra l’Arcobaleno in via Fonseca.
"L’ennesima provocazione contro l’unico presidio democratico
presente in città - denunciano i rappresentanti de La Sinistra l'Arcobaleno -
probabilmente perchè siamo l’unica forza politica che parla dei problemi veri e
cerca di mettere in campo proposte partecipate ed alternative, l’unica sezione
di partito aperta veramente ai giovani e a tutti i cittadini, l’unico luogo dove
la politica si fa con le idee. E dove fare politica significa anche socialità
condivisa, stare insieme, vivere attività ricreative e culturali. Siamo abituati
purtroppo a vedere ogni giorno manifesti strappati e subire continui gesti
intimidatori. Semplice teppismo, abbiamo sempre creduto. Attentati, dovremmo
dire oggi. E pensare che stavolta dopo aver rotto a sassate l’insegna si sono
presi anche la briga di raccoglierne i cocci e portarseli dietro, come fossero
un trofeo di guerra".
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