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Acqua pubblica: leggila, firmala, bevila | Acqua pubblica: leggila, firmala, bevila |
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| Scritto da Gianluca Napolitano | |
| lunedì 15 gennaio 2007 | |
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E' iniziata la raccolta di firme a sostegno della
proposta di legge popolare per la ripubblicizzazione dell'acqua.
Centinaia di banchetti stanno inondando le piazze di tutta Italia,
anche a Nola puoi firmare il sabato e la domenica in piazza Duomo.
Le prime manifestazioni di lotta contro la privatizzazione dell?acqua a
Nola sono state avviate esattamente 2 anni fa, nel gennaio 2005. Quando
prese forma il Comitato civico per la difesa del diritto all'acqua,
un'organizzazione vasta e composita, quasi nessuno era a conoscenza
della
torbida vicenda legata alla privatizzazione dell'acqua nel nostro
territorio.
Poi con la disobbedienza alla bolletta, la
protesta ? espolosa. Migliaia di utenti si sono rifiutati di pagare
alla societ? mista Gori spa, sottoscrivendo in una dichiarazione di non
riconoscere il nuovo gestore e di voler mantenere immutato il rapporto
con il Comune.
Tra partecipatissime assemblee, petizioni popolari, consigli comunali
monotematici (con tanto di pacifica occupazione della sala
consiliare)il movimento ? cresciuto, attirandosi le simpatie di
tantissimi cittadini, facendo del comitato civico un vero e proprio
soggetto politico.
Col passare dei mesi, la protesta contro la privatizzazione dell'acqua
si ? estesa all?Italia intera: ? sorta un'opposizione reale
all?affidamento dei servizi idrici a gestori pubblico-privati, di fatto
al servizio delle grandi multinazionali e degli speculatori finanziari.
Nell?Ato3 Campania (che raggruppa 76 Comuni a cavallo tra le province di Napoli e Salerno) la Rete dei comitati civici conduce una battaglia non solo contro la privatizzazione, ma anche contro quella parte della classe politica che bada pi? alla gestione del potere che all?interesse generale, con la conseguente scarsa trasparenza nelle assunzioni, clientelismi, sperpero di danaro pubblico in consulenze e altre spese pazze, che ricadono unicamente sulle tasche dei cittadini.
In tre anni di esercizio del gestore unico:
Quale efficienza pu? avere una societ? che, nonostante le decine di assunzioni e gli sperperi in consulenze professionali, non riesce nemmeno ad inviare le bollette per farsi pagare i consumi dagli utenti?
La legge attualmente in vigore ? applicata in modo iniquo per le popolazioni, consente di poter lucrare su un bene di tutti, naturale ed inalienabile, non assoggettabile alle leggi del mercato ma solo a quelle della solidariet? tra gli esseri viventi, la natura ed il territorio: ? nata quindi la necessit? di sostituire la legge Galli.
I Comitati civici, tutti insieme, hanno elaborato "dal basso" una legge di iniziativa popolare, proponendo al parlamento un provvedimento che si ispira a principi equi, sani e condivisi. Per poter presentare questa legge occorrono almeno 50mila firme. ? importante, per?, raccoglierne dieci, venti volte tanto, affinch? i nostri rappresentanti sappiano che una gran massa di elettori li chiama a pronunciarsi sulla tutela dell?acqua come bene comune, ripubblicizzando la gestione in tutto il Paese.
Per maggiori informazioni e per leggere la proposta di legge popolare: acquabenecomune.org.
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