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Tentativo di sgombero di Insurgencia | Tentativo di sgombero di Insurgencia |
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| Scritto da Guido de Carlo | |
| martedì 04 dicembre 2007 | |
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Ancora una volta l’amministrazione comunale, sotto sollecitazione di un consigliere comunale “in cerca d’autore”, tal Ciro Varriale di Forza Italia, ha provato a sgomberare il Laboratorio Occupato Insurgencia. C’avevano provato già tre anni fa, quando in sordina una squadretta di operai del Comune di Napoli si era presentata ai cancelli di Insurgencia accompagnata dai vigili urbani, approfittando dell’assenza degli occupanti di ritorno dalle manifestazioni del primo maggio a Milano. Cosi’ come allora il tentativo di sgombero e’ stato sventato dalla determinazione degli occupanti di Insurgencia che continuano a costruire il centro di aggregazione sociale più grande dell’area Nord di Napoli. Ieri mattina i vigili urbani, la polizia, geometri del Comune di Napoli, ed una squadra della Romeo S.p.a, accompagnati dal consigliere Varriale si sono presentati alle 9:30 in Via Vecchia San Rocco 18, ad attenderli centinaia di attivisti di Insurgencia che hanno avuto la solidarieta’ militante del sindacalismo di base e dei movimenti dei disoccupati organizzati. L’ennesimo, goffo ed irritante tentativo di voler spegnere dopo 4 anni di occupazione l’esperienza di autogestione ed autorganizzazione del Laboratorio Insurgencia. Dal 5 gennaio del 2004 , gli attivisti di Insurgencia hanno recuperato uno stabile abbandonato da 12 anni dall’amministrazione comunale, in una zona della città, l’area nord, senza nessuno centro di aggregazione e dove il bisogno di comunicazione e strutture socio-aggregative rimane insoddisfatto per la cittadinanza. In questi 4 anni abbiamo costruito tanto, e tanto ancora stiamo costruendo con i lavori di restyling del centro sociale che si concluderanno la prossima settimana. Grandi lavori di ristrutturazione frutto dell’autofinanziamento del movimento che hanno trasformato i locali di Via Vecchia San Rocco abbandonati e degradati come possono testimoniare i cittadini del quartiere, soldi spesi per costruire all’interno di Insurgencia strutture a disposizione del quartiere e di tutta la città: la palestra popolare, il polo della comunicazione con una radio web, la libreria autogestita, un laboratorio teatrale, un laboratorio di musica hip hop, oltre ai oltre 200 concerti gratuiti organizzati in questi 4 anni. Strutture completamente gratuite a disposizione dei cittadini. Di tutto questo l’assessore al patrimonio del Comune di Napoli Ferdinando Di Mezza sembra non vedere nulla, disponendo un tentativo di sgombero che ieri come sempre, e’ stato respinto grazie alla determinazione degli occupanti ed alla solidarieta’ del quartiere, frutto di esperienze territoriali che hanno trovato nel Laboratorio Occupato Insurgencia un punto di riferimento importante. All’Assessore Di Mezza ribadiamo che la sola destinazione d’uso che può avere la struttura di Via Vecchia San Rocco è quella che da 4 anni già ha, quella di una esperienza di autogestione ed autorganizzazione in una zona che conta i morti ammazzati nelle strade giorno per giorno, una zona dove sono luoghi come Insurgencia che battono nella quotidianeità l’annientamento e l’imbarbarimento sociale. Siamo stanchi di vedere il lavoro becero e miserabile di qualche consigliere comunale che vuole farsi pubblicità invocando legalità ed ordine, quando è sotto gli occhi di tutti come a partire dalla pubblica amministrazione le truffe e gli scandali sono all’ordine del giorno, dalla questione delle tangenti sui corsi di formazione professionale, alla vicenda degli operatori sociali, dagli stipendi gonfiati per i dipendenti comunali, all’inefficienza della Romeo S.p.a che gestisce le case popolari di proprietà del Comune intascando milioni e milioni di euro e lasciando al degrado ed all’abbandono le abitazioni dei soggetti sociali deboli di questa città. Insurgencia non solo resiste, ma va avanti, attraverso l’attivazione delle nuove strutture e ribadendo che qui siamo e qui restiamo. Se il recupero delle periferie passa per la distruzione degli spazi sociali che sono i soli luoghi di altra socialità della zona, se passa per l’eliminazione di strutture al servizio dei cittadini come la palestra popolare, la radio in web, il laboratorio teatrale, la libreria, i laboratori musicali, allora siamo ben contenti di rimanere illegali per allargare la sfera dei diritti per tutti. Da subito parte la campagna di difesa del Laboratorio Occupato Insurgencia, che vedrà schierarsi il movimento napoletano, e le esperienze territoriali a partire da quelle del quartiere come il Comitato in difesa del Vallone di San Rocco ed il Comitato delle famiglie sotto sfratto del Rione Amendola che hanno trovato in Insurgencia un punto di riferimento, e coinvolgendo quei pezzi si società civile che continuano a lavorare ed a collaborare con il Laboratorio Occupato Insurgencia. Laboratorio Occupato Insurgencia. |
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