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Ripartiamo dal Sud. Per la sinistra unita. | Ripartiamo dal Sud. Per la sinistra unita. |
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| Scritto da Gianluca Napolitano | |
| lunedì 12 novembre 2007 | |
C’è un grande assente nella politica italiana oggi: il Mezzogiorno. La condizione di estrema precarietà e disagio sociale in cui versa gran parte delle popolazioni del sud non è presente nell’agenda della politica come specifica emergenza nazionale. Eppure, senza il rilancio del sud non decolla l’economia italiana. Oggi, invece, tutti discutono della “questione settentrionale”. Che esiste, ma esclusivamente come questione politica riguardante la capacità di innovare e di riconnettersi “sentimentalmente” in sintonia con la società. L'operaio che non supera con il proprio stipendio la terza settimana è un fenomeno vero al sud quanto al nord. Anche la precarietà assume connotati specifici se guardata con gli occhi del giovane meridionale. E i dati Svimez parlano chiaro: in provincia di Napoli un cittadino su cinque vive il dramma di non avere un’occupazione. Ma la foto proiettata sulla scena nazionale non è nuova. Consegna piuttosto il fallimento di una politica di interventi che in un ventennio non sono riusciti a modificare neppure superficialmente questo ritratto. Se, però, i contorni di questa foto appaiono gli stessi, a dispetto degli anni trascorsi e dei soldi pubblici investiti, il contenuto è senz’altro peggiorato dall’influenza negativa del tempo. Il movimento dei lavoratori, un tempo capace di farsi ascoltare a Roma, si è dissolto, sostituito da giovani generazioni di disoccupati relegati nella morsa dell’isolamento e dall’essersi formati con la sola prospettiva di trasferirsi in altre parti d’Italia. Un esodo che andrebbe bloccato con una politica nazionale, seria e drastica al riguardo, allo stato inesistente. La questione settentrionale ha cancellato quella meridionale, piuttosto che essere considerata come l’altra faccia di un Paese che fa sempre più fatica a stare insieme e vive già oggi un presente diverso, sebbene la politica economica sappia quanto si tratti di un unico destino. Infatti, se nell’economia globalizzata il capitalismo della camorra supera i confini europei, come può l’imprenditoria del Nord considerare la questione meridionale fuori dall’agenda nazionale? Dopo anni di errori, il Mezzogiorno reclama un'autentica politica industriale e concrete misure strutturali. Sarebbe inutile, anzi dannoso, riprendere il dibattito chiusi in gabbie ideologiche di cui certo non sono immuni i sostenitori di politiche neoliberiste pronti a non guardarsi attorno. I quartieri delle nostre periferie possono essere il luogo ideale per far ripartire una riflessione, rappresentando un palcoscenico di storie di uomini e donne che non rappresentano nulla in più di un numero registrato nei Centri dell’impiego. Migliaia i volti dei “senza futuro”, che devono ritornare tra le priorità della politica nazionale. Per questi motivi intendiamo sviluppare alcune linee di discussione nel corso della giornata "Verso gli Stati generali della Sinistra" di venerdì 16 novembre presso Città della Scienza a Napoli con Giordano, Mussi, Pecoraro Scanio e Sgobio:
NAPOLI - CITTA DELLA SCIENZA - 16 novembre 2007 dalle ore 10,00 VERSO GLI STATI GENERALI DELLA SINISTRA. PER IL MEZZOGIORNO. ore 10,00
ore 13,30 Pausa pranzo ore 16,00
Intervista a:
Introduzione di Luigi Mascilli Migliorini Relazioni dai workshop di Antonio Cavaliere, Lucia Ioime, don Tonino Palmese, Riccardo Realfonzo |
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