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Il governo così non va, uniamoci e diamogli una scossa | Il governo così non va, uniamoci e diamogli una scossa |
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| Scritto da Gianluca Napolitano | |
| venerdì 07 settembre 2007 | |
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{mosimage}Liberazione, Il Manifesto e numerose personalità della cultura e della politica hanno lanciato la proposta per una grande manifestazione nazionale il prossimo 20 ottobre.
L'attuale governo non ancora ha dato risposte ai problemi fondamentali
che abbiamo di fronte. E per i quali la maggioranza degli Italiani ha
condannato Berlusconi votando per il centrosinistra. Serve una svolta,
un'iniziativa di sinistra che rilanci la partecipazione popolare e
conquisti i punti più avanzati del programma dell'Unione, per evitare
che si apra un solco tra la rappresentanza politica, il governo Prodi e
chi lo ha eletto. Noi vediamo sette grandi questioni. Quella del lavoro: cioè della sua dignità e sicurezza, con salari e pensioni più giusti, cancellando davvero lo scalone di Maroni e lo sfruttamento delle forme "atipiche", e con la salvaguardia del contratto nazionale come primario patto di solidarietà tra le lavoratrici e i lavoratori. Quella sociale: cioè il riequilibrio della ricchezza e la conquista del diritto al reddito e all'abitare. Quella dei diritti civili e della laicità dello Stato: fine delle discriminazioni contro gay, lesbiche e trans, leggi sulle unioni civili, misure che intacchino il potere del patriarcato. Vogliamo anche che siano cancellate le leggi contro la libertà, come quella sul carcere per gli spinelli. Quindi, la cittadinanza: pienezza di diritti per i migranti, rapida approvazione della legge di superamento della Bossi-Fini, chiusura dei Cpt. La pace: taglio delle spese militari, non vogliamo la base a Vicenza, vogliamo vedere una via d'uscita dall'Afghanistan, vogliamo che l'Italia si opponga allo scudo stellare. L'ambiente: ha tanti risvolti, dalla pubblicizzazione dell'acqua alla definizione di nuove basi dello sviluppo, fondate sulla tutela e il rispetto per l'habitat, il territorio e le comunità locali. Per questo ipotesi quali la Tav in Val di Susa vanno affrontate con questo paradigma. La legalità democratica: lotta alla mafia e alle sue connessioni con la politica e l'economia.
Nessuna di queste
richieste è irrealistica o resa impossibile da vincoli esterni alla
volontà della maggioranza. Il fallimento delle politiche di guerra
dell'amministrazione Bush si sta consumando anche negli Stati Uniti, i
vincoli di Maastricht e della Banca centrale europea sono contestati da
importanti paesi europei, l'andamento dei bilanci pubblici
permette delle scelte sociali più coraggiose. Ma siamo consapevoli che
per per affrontare tutto questo occorre che la politica sia politica di
donne e di uomini - non più un affare maschile - e torni ad essere
partecipazione, protagonismo, iniziativa collettiva.
Primi firmatari dell'appello:
Gianfranco Bettin - Lisa Clark - Toni Dell'Olio - Antonio Ferrentino - Luciano Gallino - Pietro Ingrao - Aurelio Mancuso - Lea Melandri - Gabriele Polo - Bianca Pomeranzi - Rossana Praitano - Marco Revelli - Rossana Rossanda - Piero Sansonetti - Pierluigi Sullo - Aldo Tortorella - Nicola Tranfaglia |
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