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Riprendiamoci l'acqua: 1 dicembre tutti a Roma | Riprendiamoci l'acqua: 1 dicembre tutti a Roma |
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| Scritto da Gianluca Napolitano | |
| sabato 17 novembre 2007 | |
Ripubblicizzare l’acqua, difendere i beni comuni: sabato 1 dicembre il popolo dell’acqua chiama tutti a Roma per una grande manifestazione nazionale. E’ questa la prossima tappa di un percorso nuovo e originale che in questi anni ha attraversato il Paese per affermare l’acqua come bene comune e diritto umano universale, per lottare contro la sua mercificazione e privatizzazione, per ricostruire un nuovo legame sociale dal basso e una nuova democrazia.Un popolo formato da decine di esperienze e mobilitazioni territoriali, accompagnate da un costante lavoro di sensibilizzazione sociale; un insieme di attivisti provenienti da comitati locali, associazioni religiose e culturali, reti di movimento, gruppi sociali ed ecologisti, organizzazioni sindacali e politiche. Un popolo che ha saputo collegare le esperienze nel Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua per aprire una vera vertenza nazionale, incidendo sull’agenda politica.
Per sei mesi – da gennaio a luglio - l’intero Paese è stato
attraversato dalla campagna di raccolta firme a sostegno della legge
d’iniziativa popolare per la totale ripubblicizzazione dell’acqua, per
la sua gestione pubblica e partecipata dai lavoratori e dalle comunità
locali, per la tutela di un bene essenziale per la vita.
Una battaglia civile, che si colloca all’interno delle vertenze dei movimenti che, in particolare nel Sud del mondo, lottano contro le multinazionali e per affermare il diritto all’acqua e alla vita, dalla Bolivia all’Uruguay, dal Sudafrica all’India.
406.626 sono state le firme raccolte in tutte le regioni d’Italia e
consegnate il 10 luglio al Presidente della Camera dei Deputati.
Alcuni risultati sono stati nel frattempo raggiunti: la legge
d’iniziativa popolare ha iniziato il suo iter di discussione alla
Commissione Ambiente della Camera e la richiesta di moratoria su tutti
gli affidamenti nuovi e in corso a qualsiasi tipo di SpA, inserita nel
decreto fiscale collegato alla Legge Finanziaria, è stata convertita in
legge al Senato ed ora sta affrontando il passaggio alla Camera.
Sono risultati importanti, che segnano la capacità di incidenza
politica di un movimento che ha saputo fare dell’autonomia politica e
dell’attenzione ai contenuti la propria bussola di direzione.Ma sono risultati ancora insufficienti. Occorre invertire la rotta, è necessario battere gli interessi forti e trasversali che continuano a considerare l’acqua e i beni comuni il terreno della valorizzazione finanziaria, il luogo della massimizzazione dei profitti, il mercato primo dei capitali finanziari. Interessi che continuano ad agire nei territori, attraverso le accelerazioni nelle aggregazioni di multiutilities sempre più grandi, e nel Parlamento, attraverso norme surrettizie inserite nella Finanziaria che rimettono in sella il contestatissimo DDL Lanzillotta di privatizzazione dei servizi pubblici locali o che obbligano i Comuni a mettere in vendita le proprie quote di partecipazione societaria.
Occorre invertire la rotta portando in piazza le nostre ragioni. Per
chiedere l’approvazione definitiva della moratoria, per chiedere la
veloce approvazione della legge d’iniziativa popolare, per esigere
misure in favore del risparmio idrico e dell’unica grande opera
pubblica che ci piace, il riammodernamento degli acquedotti e delle
reti idriche su scala nazionale.
Ma in piazza, assieme all’acqua, vogliamo portare le ragioni della
democrazia. Le ragioni di chi lotta in difesa dei beni comuni, dei
diritti sociali e contro tutte le mercificazioni, sperimentando nuove
forme di partecipazione dal basso, di riappropriazione dei beni sociali
e di costruzione della democrazia come partecipazione diretta. Come
hanno capito centinaia di amministrazioni comunali, che hanno approvato
delibere a sostegno della legge e della ripubblicizzazione dell’acqua,
che stanno costituendo coordinamenti regionali (i primi in Puglia,
Lombardia e Piemonte) e che parteciperanno alla manifestazione del 1
dicembre.
Quella che oggi è in crisi non è la politica. Perché, se per politica
si intende l’azione comune per la difesa dei diritti collettivi, oggi
il Paese è attraversato da un’ondata di buona politica. Quella di chi
lotta contro le grandi opere che devastano il territorio e propone
progetti di mobilità alternativa. Quella di chi resiste alla
proliferazione di centrali e inceneritori che minacciano la salute e
propone un altro modo di produrre e consumare. Quella di chi si oppone
alle servitù militari, difendendo il territorio e reclamando l’uscita
della guerra dalle relazioni sociali. Quella di chi lotta per i servizi
pubblici, per lo stato sociale, contro la precarizzazione del lavoro e
della vita.
Quella che oggi è in crisi è la rappresentanza. Che non può più essere
delega, ma deve fondarsi sulla partecipazione democratica e sulla
sovranità delle comunità locali in difesa dei beni comuni naturali e
sociali.
Anche da Nola, il Comitato civico per la difesa del diritto all'acqua
partecipa alla mobilitazione nazionale organizzando un pullman per Roma.
Disobbediamo alla bolletta Gori, riprendiamoci la nostra acqua!PARTENZA SABATO 1 DICEMBRE ORE 9.30 PIAZZA D'ARMI - NOLA x info e prenotazioni telefonare a 3289034494 o scrivere una mail a rifondazione.nola@gmail.com |
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