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Ed infine tirarono l'asso PDF Stampa E-mail
Scritto da Circolo PRC Nola   
martedì 05 febbraio 2008
Ebbene, in Italia succede anche questo. Dopo la manifesta condizione di incapacità di governo del ciclo integrato dei rifiuti da parte del precedente soggetto imprenditoriale "unico", dopo l'impraticabilità della strada commissariale all'attuazione dei Piano Regionale sulla base del quale fu affidato il servizio proprio a quell'unico soggetto e, infine, dopo la disperata ed inutile rincorsa ad "affidarsi" ad un nuovo "gestore-salvatore" capace di riprendere le redini della vicenda, si è pensato bene che invece di premiare la maggiore capacità imprenditoriale dei soggetti privati interessati, fosse più proficuo dare voce "alle sirene" finanziarie del famigerato CIP6. 
Miele per le api. Ecco che il giorno stesso della firma del decreto di proroga al riconoscimento dei contributi CIP6 per la termovalorizzazione dei rifiuti anche per impianti di cui non esiste un progetto (Salerno) il competitor francese Veolia e l'italiano A2A rinnovano il loro interessamento e il neo Commissario Sottile spiana la strada della trattativa privata per l'affidamento.
Risolto il problema! Risolto nella terza camera del Parlamento Italiano che è ormai il salotto di Bruno Vespa il cui nome "porta a porta" non si è dimostrato certo essere rivolto alla voglia di raccolta differenziata!

Tre inceneritori con capacità tecniche tali da bruciare quantitativi di rifiuto ben superiore a quello prodotto dall'intera regione Campania; ma, soprattutto, tanti soldi che gli italiani dovranno sborsare attraverso la bolletta energetica (anche gli italiani che non vogliono ricevere i nostri rifiuti).

Serve questo per superare l'emergenza? Serve questo per scongiurare il procedimento di infrazione comunitaria già in itinere? 
No! L'emergenza esiste ora, i campani la vivono ora; le popolazioni sono ora schiacciate tra le pressioni commissariali di richiesta di territori per stoccare rifiuto e i cumuli di immondizia per le strade da cui nessun inceneritore li può salvare. Si sta operando affinché i cittadini, persuasi che il problema lo deve affrontare e risolvere chi "ha titolo", invochino "la liberazione in ogni modo possibile".
È una situazione palesemente tangibile, nessun artificio o enfasi di sorta, eppure in questo contesto sta morendo il principio della Raccolta Differenziata. Sta morendo cioè l'idea che ogni cittadino deve dare il proprio contributo per la salvaguardia dell'ambiente e dell'ecosistema in generale; sta morendo il sentimento di contrasto a chi dell'ambiente vuole servirsene per enormi affari. La Raccolta Differenziata non è solo l'arma più efficace per dare SUBITO una prima risposta EFFICACE all'emergenza di queste ore che soffoca le città, ma è l'unica arma per risollevare il destino di una regione già dalla imminente stagione estiva. Come ci dicono le regole europee, la strada maestra è quella della raccolta differenziata e del riciclaggio, non la filosofia dello smaltimento e del recupero energetico. Questo vale per la Campania come per tutte le regioni europee! 
Diventa perciò per il PRC un imperativo intraprendere un percorso, anche forte, che ci deve vedere primi protagonisti nel promuovere e nel pretendere che i comuni facciano ogni sforzo possibile per attuare la Raccolta Differenziata e adempiere ai limiti di legge che ricordiamo essere fissa su percentuali del 65% di RD per il 2012.

È un percorso ineludibile di confronto vero con i cittadini e con le istituzioni, un percorso che dovrà portarci a difendere il diritto ad un futuro diverso che ha bisogno di minore immissione di rifiuti sul mercato sfrenatamente consumistico, che ha bisogno di alleggerire i carichi ambientali dai territori limitando la sottrazione di materia prima attraverso il riciclaggio dei materiali; un percorso che chiede sì un contributo ai cittadini ma è un contributo di civiltà e partecipazione a riconquistare dignità sociale e morale non un contributo economico artificiosamente sottratto con il pagamento della bolletta energetica come oggi accade con CIP6. 
Ma è anche l'unica strada che ci resta per dimostrate che la logica dell'incenerimento e soprattutto dell'overdose indicata per la Campania (3 impianti) non trova riscontri oggettivi ma, anzi entra in netto contrasto con gli obiettivi di legge nazionale e comunitaria!
Di fronte a chi, commentando il decreto di proroga ai CIP6, scrive: <<E', infine, perché dimostra che un governo in crisi ma libero da vincoli può fare più di uno in sella con i ricatti dei partitini del no>>, bisogna porsi con l'autorevolezza di chi invece, anche essendo "partitino" ha ben chiaro nel suo essere soggetto sociale e istituzionale che il futuro di una terra non passa attraverso le mani di multinazionale interessata alla contabilità di incentivi ambientali ma attraverso la sua capacità di salvaguardare, da protagonista, il proprio patrimonio e di trasmetterlo, accresciuto, alle future generazioni. 

Onofrio Petillo
Responsabile Regionale Ambiente PRC - Campania    
 
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