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11 settembre 1943: una strage dimenticata | 11 settembre 1943: una strage dimenticata |
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| Scritto da Gianluca Napolitano | |
| mercoledì 12 settembre 2007 | |
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Dal 1994 in qualità di cittadini di Nola, aderenti ad Associazioni o
Comitati, tentiamo di mantenere viva la memoria storica di alcuni fatti
avvenuti nella nostra città, che a distanza di tanti anni ammoniscono
ancora sulle miserie della guerra e testimoniano quanto sia irto e
insidioso il cammino verso la democrazia e la libertà. Oggi, dinnanzi
ai resti del monumento a Morelli, Silvati e Minichini in Piazza
Marconi, inaugurato nel centenario dell’unità d’Italia (1960)
denunciamo la nostra ferma condanna contro l’incuria, le false
promesse, gli atti teppistici e l’ignoranza che ricoprono con le loro
scorie la nostra storia patria. Tutto iniziò il 10 settembre 1943,
all’indomani dell’armistizio.
Quel tragico giorno un drappello della
guarnigione di stanza nella Caserma Duca D’Aosta (meglio nota come "il
48") uscì a parlamentare con i tedeschi della Divisione Goering sotto
la tutela della bandiera bianca, ma fu investito dal fuoco tedesco che
uccise un soldato italiano. Seguì l’immediata reazione da parte dei
soldati di guardia della caserma e di alcuni civili accorsi nel
frattempo. Durante la sparatoria, un soldato tedesco fu colpito a
morte. Da qui la rappresaglia. Il giorno dopo, 11 settembre, di buon
mattino carri armati tedeschi accerchiarono la caserma e fecero uscire
disarmati tutti i militari presenti. I soldati furono lasciati andar
via, mentre furono scelti, alternando uno si e uno no, alcuni
ufficiali, uccisi a colpi di mitraglia dopo che essi stessi avevano
provveduto a scavare una fossa comune. La caserma fu cannoneggiata e in
parte bruciò. In quella occasione fu introdotto il rapporto 10 italiani
uccisi per ogni tedesco morto. E nessuno badò più di tanto che gli
ammazzati erano stati invece undici, e cioè:
Dopo tanti anni stanno emergendo con dovizia di particolari tutti i
retroscena raccapriccianti di quel triste periodo. Atti vili e
vergognosi perpetrati contro gente inerme, vecchi, donne e bambini,
dall’una e dall’altra parte dell’Italia divisa in due, che oggi qualche
esaltato vorrebbe di nuovo dividere in nome della ricchezza e di una
presunta differenza razziale! L’eccidio di Nola richiama ai valori di
solidarietà, di pace, di giustizia, di sana competizione politica. Lo
stato di indecoroso abbandono del monumento di Piazza Marconi è invece
il segno eloquente di scarso senso civico, di cultura rozza, ma anche
di ingiustificabile superficialità delle Istituzioni, preposte a
sorvegliare, a tutelare, a difendere la memoria storica che appartiene
a tutti. Per questo abbiamo listato a lutto il luogo simbolo dei nostri
Risorgimenti, affinché chi deve intendere, intenda.
a cura del Comitato Civico "Quelli de il Cazzibò" |
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